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lunedì 4 giugno 2012

UOMO!

Potrai abbattere foreste,
Potrai inquinare l'aria e le acque,
Potrai ammazzare tutti gli animali che vorrai per le pellicce migliori,
Potrai sentirti il più forte di tutti creando armi distruttive,
Potrai creare il virus più potente e venderlo al miglior offerente,
Potrai diffondere il terrore e uccidere i tuoi simili come se non valessero niente,
Potrai costruire le tue ville più belle, le più costose nei luoghi più impervi,
Potrai realizzare grattacieli in riva al mare, o perchè no, sul mare, o sotto un vulcano magari,
Potrai scavare chilometri in profondità in cerca di ciò che desideri,
Potrai trovare il modo di cambiare il clima e le stagioni a tuo piacimento,
Potrai superare tutti i limiti, 
Potrai sentirti la creatura perfetta dell'intero universo, 
Ma ricorda una cosa: prima o poi l'eccesso ti si ritorcerà contro.

La Natura che così tanto maltratti, snobbi, sfrutti e deturpi, quando meno te lo aspetti, si accanirà contro di te e non avrà alcuna pietà, ricambiandoti la "premura" che tanto alla leggera le hai inferto; sarà crudele, feroce, spietata e non lascerà superstiti al suo passaggio.  Solo allora, le lacrime che verserai ti rammenteranno che hai avuto il privilegio di essere un ospite in questo mondo, la tua ingratitudine verrà ripagata, e che ciò che hai tolto, ti verrà tolto. 

mercoledì 28 dicembre 2011

Addio 2011 ♥

Saluto il 2011 che è agli sgoccioli...
Saluto questo Anno importante per me perché mi ha portato l'Amore
Saluto le persone che ho avuto più vicine quest'anno e quelle che invece hanno deciso di uscire dalla mia vita
Saluto i miei malumori, le litigate, i pianti che avrei voluto evitare
Saluto i momenti felici che porterò sempre nel cuore e custoditi nella mente
Saluto chi ha sofferto quest'Anno e lo sta ancora facendo
Saluto te che stai leggendo questo pensiero   

lunedì 5 dicembre 2011

C'è un frammento di luce alla fine del tunnel??

"Perchè le cose belle durano poco? Perchè gli equilibri prima o poi si spezzano? Perchè i sorrisi spesso fanno spazio alle lacrime?" Semplice: tutto ha un inizio, e tutto ha una fine.. Ma quella fine di cui si parla, fortunatamente, non è mai definitiva: si mette il punto, si ritorna a capo e si continua a scrivere. All'inizio il cambiamento ci fa soffrire, ma col tempo accettiamo quel finale, così che, dopo le lacrime, tornino i sorrisi.é come se fosse già scritto che quel che pensavamo fosse la cosa giusta, la cosa migliore per noi, in realtà era solo l'inizio di un qualcosa di ancora più bello che deve venire. Allora c'è una possibilità? Una speranza che il sole torni a splendere dopo il temporale? Esiste una ragione per continuare a combattereIo voglio credere di si.

Spesso fingiamo di ascoltare chi ci parla...

annuiamo, sorridiamo, ci mostriamo sorpresi, appoggiamo qualunque sia lo stato d'animo di chi ci parla, felice, triste, arrabbiato, deluso, come se davvero fossimo partecipi non solo di quel discorso ma proprio di ciò che prova, sente. Ma in realtà ascoltiamo passivamente, perchè la nostra mente in simultanea si domanda quando quella conversazione, effimera, banale, finirà: si mette in moto un meccanismo di conto alla rovescia, e pur di arrivare al fatidico zero, elargiamo consigli generosi. Poco ci importa in realtà se la nostra amica è in pena per il ragazzo che le piace così tanto, che non l'ha richiamata, o se nostra madre ha litigato con la sua vicina pettegola, o se l'amica della tua amica ha bisogno di consigli su cosa indossare al suo primo appuntamento, scarpe basse o tacchi alti? jeans o completino sexy? Siamo superficiali non per i discorsi che facciamo ma per i discorsi, le frasi, le battute che non ascoltiamo per davvero. Arriverà un giorno in cui quell'amica, tua madre e persino quell'amica della tua amica non ci saranno più e desidererai anche per pochi istanti poter riascoltare la loro voce, poter essere partecipe di quelle conversazioni noiose o inutili, perchè rendendoti partecipe ti hanno fatto sentire vivo/a, ti hanno fatto sentire importante. Ascoltare non costa nulla e chi ci rivolge la parola ci fa un dono che, troppo presi da noi stessi, dalle nostre cose, fatichiamo ad apprezzare e notare.